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24 maggio 2002-Qualche neo della classe

di Alessandro Testa

Prendo spunto dall' ultimo articolo inserito nel sito della nostra classe riguardante l'art.42 del RdR per segnalare alcune cose della classe SNIPE che reputo siano sbagliate. Non mi considerate il solito rompiglioni: lo so anch'io che la classe SNIPE ha anche tanti pregi (altrimenti non sarei proprietario di Snipe e non continuerei a fare regate un pò ovunque!) ma vorrei cercare di fare il punto su quelli che reputo siano dei difetti da tentare di eliminare.
Regola 42. Quando mi giro intorno in regata vedo che è sempre più utilizzato il pompaggio ed il rollaggio per imprimere maggiore velocità alla barca. Non solo di poppa ma anche per strapuggiare o addirittura di bolina!!! E' chiaro che queste azioni danno notevole vantaggio e mi sembra che l' abuso di queste tecniche sia più spiccato nei nuovi equipaggi della classe. Forse qualcuno non ha spiegato loro che non siamo sul Laser o sul 470? Avete mai visto una barca penalizzata o squalificata per questo in regate RL?
Contatti in regata. E' sempre più in voga l'arrembaggio. Le regole sono perlomeno disattese e non è raro vedere contatti, diritti di rotta forzati, forzature sotto le boe o in partenza. Il tutto con buona pace delle poche ma solide regole su cui si basa il RdR. Ma il bello è che se avviene il contatto o la forzatura è rarissimo vedere la barca responsabile che effettua il 720° o il 360°, anche se invitata esplicitamente a farlo. In ogni caso a terra ci si guarda bene dal chiedere scusa all' avversario. Ho regatato per qualche tempo sui J24 e lì succede già da tempo quanto descritto. Ci stiamo imbastardendo?
Stazza delle barche. Mi fa piacere che prima della partenza di qualche nazionale avara di vento ci sia il tempo per organizzare vere e proprie ronde per controllare (?) la stazza delle barche. Ma se a seguito delle ronde non avviene niente continueranno comunque ad esistere i soliti furbetti che tirando le regole a loro pro gareggiano con barche palesemente "fuori stazza". Dopo una delle ultime temibili ronde ho provato a fare un giretto anch'io: ma non si vuole vedere che ci sono barche con bozzelli dello sparatangone fuori posto, asolature sulla canaletta del boma oltre i limiti consentiti, ritenute della deriva troppo lunghe, pagaie e cime di traino inesistenti, rande issate oltre i segni, stralli e mure del fiocco irregolari? Ma allora le ronde a cosa servono?
Comportamento in mare ed a terra. Io in barca sono nervosetto ma a parte qualche scazzo col prodiere mica prendo a parolaccie gli altri concorrenti oppure li intimidisco con epiteti vari e coloriti, a mare ed a terra. Mi è capitato anche di assistere a comportamenti poco rispettosi ed educati nei confronti dei circoli che ci ospitano. Ma lo sapete che per un circolo organizzare una regata nazionale di Snipe è un costo e non un guadagno?

Tutto questo accade correntemente in tutte le regate ed in particolar modo in quelle RL che poi in fin dei conti costano ed impegnano particolarmente in tempo e denaro. E' vero che la maggior parte di quanto indicato è sicuramente frutto del comportamento dei singoli e non della classe ma è possibile che la classe (segreteria, probiviri, capi-flotta,...) non possa fare niente per limitare e controllare tutto questo? E' vero che esistono le regole (SCIRA, RdR,...) ed ognuno può protestare nei modi consueti e canonici ma credo che un'azione di sensibilizzazione operata dalla segreteria sui CdR, stazzatori, capi-flotta, iscritti potrà meglio e più efficacemente contenere il fenomeno.

Alessandro Testa
ITA 28354
Flotta di Orbetello

Bravo Alessandro!
La regola 42 è comunque di difficile interpretazione. In barca ci si deve muovere; le onde ed il vento cambiano l'assetto della barca; per condurre la barca al meglio bisogna assecondare o contrastare (a seconda dei casi) questi elementi; è molto labile il confine tra ciò che è lecito e ciò che non lo è. Aiutare la barca a poggiare alla boa di bolina sbandandola sopravento è consentito; come pure alla boa di poppa, aiutarla a venire all'orza abandandola sotto vento; portare la barca strapuggiata tenendola sbandata sopravento, non è un azione vietata; è consentito virare e strambare con rollio; non lo è rollare la barca in poppa da una posizione sbandata nettamente sottovento ad una con assetto regolare e ciò con una ritmica sistematicità. In realtà, pur essendo in teoria il confine molto labile, in pratica chi pone in essere azioni vietate lo fa con "coscienza e volontà". A Castelletto c'era pochissimo vento; ad un certo punto una barca manifestatamente rollava: è stato sufficiente girarmi, fischiare con convinzione e fare un gesto perentorio con la mano. La barca si è subito fermata. Ai mondiali con l'onda che c'era i sudamericani si muovevano tantissimo: di bolina era necessario farlo per non fare sbattere la prua dentro le onde. Di poppa ( e soprattutto di lasco) se qualcuno esagerava veniva prontamente fischiato. Devo dire che la giuria era competente. Qui non so se sarebbe altrettanto preparata. Basta pensare a Soubiè (l'Argentino) che alla nazionale di Sanremo è stato fischiato di bolina (!!!???) (secondo il Ponto che era su un gommone a guardare) ingiustamente.
E a questo proposito arriviamo ad una altro punto: qual è il ruolo della giuria e quello dei regatanti? Lo Snipe non e la Coppa America, i giudici sono dei dilettanti spesso anziani e poco aggiornati; mancano gli umpires; manca la TV. Il rispetto delle regole dipende dai regatanti. I contatti e gli arrembaggi possono derivare dalla nostra poca conoscenza del regolamento, incapacità nel portare la barca, nel fare le manovre, nello stimare tempi e distanze. Può anche dipendere però da aggressività o ancor peggio da malafede.
Il bello che costoro sanno benissimo che se protestati possono dichiarare il falso e/o trovarsi un concorrente che testimoni in loro favore e vincere la protesta. Nella vela è difficile trovare testimoni che non siano concorrenti (il gommonauta che fa assistenza, il giudice che si trovava per caso là). Il concorrente che testimonia (oltre ad avere un evidente "interesse in causa", e per questo secondo il nostro diritto processuale sarebbe "incapace" a testimoniare) spesso non può aver visto perchè anch'egli impegnato a portare la barca, a girare la boa, o perchè posto in posizione tale che non poteva vedere con certezza che Tizio era ingaggiato, stava navigando sotto la sua giusta rotta o che era entrato nelle due lunghezze. Ecco allora che la sua testimonianza è
falsa dal profondo del cuore o è frutto di un'immaginazione "orientata" a proprio vantaggio.
Il fair play è l'unica arma.
Come anche il disprezzo. Non si può provare che cordiale disprezzo nei confronti di chi libero dalla poppa, in una modesta regata zonale, si ingaggia da sottovento ed orza oltre la giusta rotta, viene invitato a non farlo, viene poi protestato, invitato a fare il 720, e poi in udienza dichiara con tranquillità di essere interno in boa (quando il fatto non è avvenuto neanche lontanamente nella zona delle due lunghezze).
Le proteste non mi piacciono. Con le liti ho a che fare tutta la settimana.
C'è il 720. Chi sbaglia e sa (come nella maggior parte dei casi) di aver sbagliato "gira"; altrimenti, se il caso è dubbio, e ritiene di non aver violato alcuna regola non lo fa. E spesso, in tali situazioni, un chiarimento a terra risolve ogni polemica.